Abbi cura di me

Arrivederci, non ho mai imparato a dire addio, non ne sono capace. Non so dove ,non so quando ma riesco solo a scriverti “arrivederci”.

Arrivederci in un tempo diverso, ora che il tempo ha un valore definitivo, ora che il tempo si mescola e mi mescola dentro in una sospensione finalmente lineare di passato remoto e passato prossimo . In ogni famiglia, in ogni rapporto, in ogni legame si mescolano inevitabilmente luci ed ombre, aspettative e delusioni, solidarietà e rancori.

Troppe parole dette e troppe parole non dette. Stasera è tardi , oggi non ieri, questo agosto non è e non sarà mai un agosto come tutti gli altri.

Perché tu non ci sei più e la tua assenza pesa quanto e più della tua presenza, talvolta ingombrante ed arrogante. Ma scopro che nulla è più ingombrante e crudele del dolore che eredito.

Spero che tu possa sentirmi, spero che tu mi abbia sentito ben oltre il suono delle parole , ben oltre il senso limitato e circostanziato che possono assumere.

Avrei voluto portarti al mare, fosse anche solo per un istante, sorreggerti in un passo incerto,vivere il presente come non abbiamo mai saputo fare, io e te.

Mi immagino che quel mare sia nei tuoi occhi ora, ora che sono chiusi su questo tempo che non ti apparteneva più . Spero che il silenzio che sento tu possa ascoltarlo e sia musica dopo tanto rumore .

Da te ho imparato che siamo quello che siamo, che ci tocca accettarlo e che comunque vada, siamo fragili , tanto più fragili quanto forti ci siamo sforzati di apparire.

Che poi, a pensarci ora, tutte le vessazioni, le ingiustizie, gli scherzi della vita finiscono, restano dietro di noi e non contano più niente.

Conta solo il tempo, conta ciò che rimane dopo tante stagioni insieme . A me rimane L AMORE, quello che non abbiamo saputo esprimere, quello che le circostanze ci hanno rubato, quello che , forse, ti accompagnerà ora che puoi riposare e dimenticare.

Abbi cura di me, non te l ho mai chiesto prima, te lo chiedo ora anche se sei già lontano.

Abbi cura di me, delle mie fragilità e del mio essere così inadeguata di fronte ad un addio.

Abbi cura del tempo che mi aspetta e di quello che porti via con te.

Portami al mare un giorno, sarà di nuovo estate e saremo finalmente liberi e sereni ,come tantissimi anni fa, come una vita fa.

Ora ti lascio andare, questo, te ne do atto, me L hai insegnato. Ti voglio talmente bene da lasciarti andare perché quello che non ci siamo detti ce lo siamo trasmessi in questo infinito mistero breve che è la nostra vita .

Arrivederci Papa’,abbi cura di noi.

Agosto

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada