Cara Anima ti scrivo…

“L’ anno che va via”

Così mi scaldo un po’ e siccome sei molto vicina, in punta di dita ti scriverò.

Da quando ti ho nascosto non ci sono grosse novità, l’ anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va.

Ma non andava già prima e tu Anima lo sai bene. Prima della pandemia, prima dei distanziamenti sociali da decreto. Io e te li abbiamo vissuti quando erano “privati”, quando la globalizzazione spariva in una stanza che conteneva il mondo e solo il il tempo presente del verbo essere. Nell’ isolamento forzato abbiamo imparato nuove parole mute per comunicare, inventato un tempo nuovo fatto di istanti lunghi come anni, sperimentato pensieri avvolgenti come carezze per non perderci mai.

Mentre il mondo fuori proseguiva ottusamente il suo flusso stereotipato assicurato da fortini di sabbia, noi contavamo ogni granello di sabbia di una piccola clessidra. Nulla era insopportabile, nulla era privazione; le distanze dagli altri erano solo protezione di un amore tanto grande quanto fragile.

La mancanza di certezze non ci ha mai tolto il coraggio, semmai ci ha obbligato a trovare in noi nuove certezze, segrete e inattaccabili.

Questa sera, mentre ti scrivo è tornata la nebbia, te la ricordi la nebbia? Quella di tanti anni fa. Nella foschia circola un Virus cangiante, sai gli cambiano nome mentre lui è già stato sostituito, lo combattono con vaccini che lui ha già decodificato. E’ solo più veloce di un mondo che pensa di sapersi adattare e cambiare ma in realtà ha un problema con il cambiamento.

Noi lo avremmo chiamato ” Bottle V2“, perché sequenziandolo oltre alle catene proteiche si protebbe leggere un messaggio datato: “La misura dell’ intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario”. Lo scriveva Albert Einstein nel millennio scorso. Molti lo hanno citato tra virgolette ma pare nessuno l’ abbia ben capito. Cambiare non significa adattarsi momentaneamente ed indossare mascherine o accettare di farsi introiettare vaccini, non significa modificare i propri comportamenti sociali perché obbligati da una convenienza, o sconvenienza, sociale.

La differenza tra l’ adattamento a un comportamento imposto e la capacità di piegare i propri desideri e la propria libertà in nome di un’ accettazione profonda e’ immensa.

Piegare i propri desideri non significa rinunciare alla bellezza o alla speranza ma solo proteggere quelli indispensabili. L’ amore è indispensabile, in qualunque forma si abbia la fortuna di incontrarlo. Va protetto, maneggiato con cura, nascosto dal male, pensato con intensità, anche e soprattutto quando non è agito.

L’ amore, quello autentico, è vitale. Tu anima mia lo chiamavi protezione, io lo chiamo eternità perché ho scoperto la sua resilienza, la sua straordinaria capacità di annullare tempo e distanze, di rendere il dolore malinconia e la malinconia una seconda pelle.

“Un solo essere vi manca e tutto è spopolato” scriveva Lamartine in Chute d’un ange, ed aveva terribilmente ragione. Anima mia, se puoi, dalla stella in cui ti nascondi e ti ho nascosto, cerca di spiegarlo tu a chi stasera si sente solo, a chi non riesce e non vuole cambiare, a chi non sa come rinunciare alla propria libertà per amore.

Spiegalo tu che quando tutto cambia non si può rimanere uguali, accettare è doloroso ma fingere o restare immobili è disastroso e, prima o poi, la vita ne chiede il conto. Talvolta occorre stare fermi, salutare il passato e prendere atto che il presente è cosa nuova che non poteva essere programmato.

La vecchia nebbia scende su un tempo nuovo, l’ unico che abbiamo e che possiamo vivere, vicini o lontani, che importa? La solitudine può essere un vortice anche violando le distanze di sicurezza.

Vivete il presente salvando la parte migliore della vostra anima, quella che segue la scia della vita, abbiate cura di voi e proteggete la grazia nel vostro cuore.

E tu Anima mia torna a nasconderti dietro una stella, ben oltre la nebbia e ciò che sfugge agli occhi, io ti accarezzo la mano ed i pensieri stanotte e ti porto con me verso l’ anno che verrà; ovunque ci porti ci troverà insieme.

Auguri a chi legge, a chi scrive, a chi è solo e a chi si sente solo…ed anche a me.

Pubblicato da cristinabattioni

Scrivo per imparare la strada

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: